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Conversazioni...eroiche#1 - Tom Sanford - seconda parte
Conversazioni...eroiche
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In occasione della mostra Eroi! Come noi...? curata da Julia Draganovich e in programma al PAN - Palazzo delle Arti Napoli dall'aprile al giugno 2007 si sono svolte le Conversazioni...eroiche con alcuni degli artisti presenti.
La prima conversazione, registrata l'11/04/2007, ha come protagonista Tom Sanford, in dialogo con Julia Draganovich e Nicola Oddati
Tom Sanford è un artista newyorkese conosciuto internazionalmente. I suo dipinti, che spaziano da lavori storici sugli assassini di personaggi celebri ai ritratti di gangsta rappers e di idoli pop per teenagers, riflettono una profonda ambivalenza in relazione alla situazione culturale americana. www.tomsanford.com
"Thug4Life Project Photographs of TomPAC: queste fotografie, tre in bianco e nero e una a colori, rappresentano il culmine del mio progetto del 2003 intitolato Thug4Life, durante il quale ho iniziato a trasformarmi per assomigliare a Tupac Shakur, il famigerato gangsta rapper afro-americano ucciso nel settembre 1996 da una scarica di proiettili sparati da un'auto in corsa, nello stile delle gang.
La trasformazione ha coinvolto diversi ambiti: rapida perdita di peso tramite dieta rigida e palestra, cambiamenti fisici (tatuaggi e piercing), rasatura frequente del cranio, maggiore consumo di cognac Hennessey cognac, marijuana, sigarette Newport e ali di pollo fritte (tutte cose che 'Pac adorava), ecc. Le attività che si susseguivano rigidamente nel programma quotidiano conferivano al progetto da una parte una forma concettuale, come quello di Vito Acconci realizzato nel 1970 e intitolato Step, e dall'altro erano volte a simulare esteriormente lo stile di vita di Tupac. I miei progressi si potevano seguire in rete in un blog (www.thug4life.org - che non esiste più). II coinvolgimento di internet nel progetto lo rese più facilmente individuabile per i fan di Tupac alla ricerca di informazioni sulla loro celebrità scomparsa. Come ho già detto, la mia emulazione di questa icona nera suscitò tra quelli che scoprirono il mio progetto una serie di reazioni diverse, che andavano dallo scherno alla rabbia fino al divertimento. II progetto è il risultato della mia ambivalenza nei confronti del gangsta rap e della cultura hip-hop in generale. Se da un lato sono un fan sfegatato dì questo genere musicale e ammiro enormemente il forte impatto che ha avuto sulla nostra cultura popolare globale, dall'altro devo riconoscere che offre una visione orientalista e glamour del ghetto urbano (ovvero nero) americano. Per ironia della sorte, sebbene intendessi trasformarmi in Tupac, e alla fine ci sono riuscito in un certo senso, somigliavo moltissimo anche a uno skin-head razzista bianco. Supersize Fantasy: questo dipinto ritrae un monumento allegorico della cultura popolare americana, e utilizza il linguaggio del kitsch per creare un mix di stile finto rinascimentale, arte di strada (graffiti), hip-hop (Fat Joe), folklore americano (l'aquila) e cultura delle celebrità (le tre gemelle Olsen) per comunicare il malessere dell'avanzata decadenza della cultura popolare spinta dai grassi consumatori americani. La presenza del mio alter ego, TomPAC, in fondo al dipinto riflette la mia compiacenza e la mia ambivalenza nei riguardi di questa cultura di cui sono consumatore attivo (e partecipante).
Le lattine di birra su cui e appoggiato il dipinto sono un richiamo alle opere di Chris Ofili sorrette da mucchi di stereo di elefante. Ma mentre Ofili ricorre agli escrementi per alludere alla propria identità africana, le mie lattine sono solo un riferimento alla mia infatuazione personale (e dell'America bianca) per la cultura popolare nera" (dal catalogo della mostra Eroi!...come noi?, edito da Electa Napoli)
During the exhibition Eroi! Come noi...? curated by Julia Draganovich at PAN - Palazzo delle Arti Napoli from April to June 2007 some of the artists were invited to a public conversation with the curator.
The first conversation, recorded on 11/04/2007, is with Tom Sanford, interviewed by Julia Draganovich and Nicola Oddati
Tom Sanford is a New York-based artist whose work is exhibited around the world. His paintings, which range from historical works of celebrity assassinations to portraits of gangsta rappers and teen pop tarts to elaborate cosmologies weaved together from Hollywood movies, reflect a deep ambivalence about the American cultural condition. (www.tomsanford.com)
Thug4Ufe Project Photographs of TomPAC: these photographs, three black and white and one color, represent the culmination of my 2003 Thug4Life project. For this proj¬ect I set out to transform myself in order to mimic the appearance of Tupac Shakur, the infamous African-American gangsta rapper who was murdered in a gang-style drive-by shooting in September 7996.
The transformation had many facets: rapid weight loss through extreme diet and ex¬ercise, body modifications (tattoos & piercing), frequent head shaving, greatly in¬crease consumption of Hennessey cognac, marijuana, Newport cigarettes and buffalo chicken wings (all Pac's favorites) etc. These activities which amounted to a strict daily regiment gave the project on the one hand the form of a conceptual project such as Vito Acconci's 1970 Step project, but on the other hand were intended to superficial¬ly simulate Tupac's lifestyle.
My progress was tracked on the Internet as a web log (www.thug4life.org - which no longer exists) the internet aspect of the project made my project easy for fans of Tupac to discover, as they searched the internet for information about the dead celebrity. As I anticipated, my emulation of this beloved and iconic black celebrity evoked a vari¬ety of responses from those who discovered my project, ranging from ridicule to anger to amusement. The project is intended as an outgrowth of my own ambiva¬lence about gangsta rap and hip-hop culture in general. On the one hand I am a huge fan of the genre and greatly admire its profound impact on our global popular culture, but on the other hand I recognize that it affords an orientalism and glamorization of the urban (read: black) America ghetto. It seems a prefect irony that while I intended to transform myself into Tupac, in the end while I look somewhat more like him, I also look remarkably like a skin-head white supremacist. Supersize Fantasy: this painting depicts an allegorical monument to American popular culture. The painting uses the language of kitsch to create a mash-up of faux renais¬sance style meets street art (graffiti) meets hip-hop (Fat Joe) meets Americana (the ea¬gle) meets celebrity culture (the three Olsen twins) in order to communicate the malaise of the late decadence of bloated American consumer driven popular culture. The presence of my alter ego, TomPAC, at the bottom of the painting reflects my own complacence and ambivalence about this culture that I am an active consumer (and participant) in.
The beer cans that support the painting are intended to reference Chris Ofili paintings which are supported by chunks of elephant dung. While Ofili uses the dung to refer his own African identity, my cans are intended to refer to my own (and white Ameri¬ca's) infatuation with the black popular culture.

